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La voce umana |
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| un atto unico di Jean Cocteau |
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| Jean
Cocteau, morto nel 1963 a 74 anni, può essere a ben ragione considerato
tra i più versatili ed eclettici intellettuali del secolo scorso.
Fu infatti romanziere, poeta, drammaturgo, sceneggiatore, regista di
cinema, ideatore di balletti, librettista, disegnatore ed incisore,
in una costante e sincera sperimentazione di tutte le forme di espressività
e con una coerenza di fondo sul piano dell'ispirazione e della tematica,
che va ben aldilà dei suoi comportamenti “divistici”
e “scandalosi”. Con 'La voce umana” (scritta nel 1929),
Cocteau cerca di restituire alla parola tutta la sua sublime banalità
e gioca tutti gli effetti su un alternarsi di voce emessa e di attese:
l'interlocutore all'altro capo del telefono si profila e vive nei silenzi
attraverso le risposte ai suoi intuibili interventi. “Era necessario
puntare sulla massima semplicità un atto, una camera, un personaggio:
l'Amore e il comune accessorio ai drammi moderni, il telefono”;
ma questo comune accessorio, con le sue “azioni” (gli unici
gesti dell'attrice si attorcono attorno al suo filo, alla cornetta e
infine al suo “corpo” intero con una richiesta di sostituzione
fisica totale) diventa lo strumento concreto e il simbolo tragico dell'impotenza,
il canale in cui la sincerità delle frasi mozze e l'ipocrisia
intuibile nei silenzi e nelle reazioni interlocutorie si scontrano,
si mescolano, ne escono strozzati, fino al grido finale: lo strazio
del sentimento che si esprime nei cinque scontatissimi “ti amo”
e fa rotolare a terra il ricevitore. Personaggi ed interpreti:
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